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Droni in famigliascuola-droni.it

Per i ragazzi

Volare in giardino e al parco

Una famiglia di spalle su un prato con un piccolo drone in volo davanti a loro

La domanda arriva quasi sempre in questa forma: "in giardino posso, no? È casa mia". La risposta breve è che il giardino non è una zona franca. Le regole di volo valgono sul proprio terreno come su un prato pubblico, e il vincolo che conta davvero, in un quartiere abitato, non è la proprietà: sono le persone intorno.

Il perimetro del terreno non cambia le regole del cielo

Sopra il tuo giardino continuano ad applicarsi gli stessi limiti che valgono ovunque in categoria Open:

  • la sottocategoria del drone, con le distanze dalle persone non coinvolte che ne derivano;
  • 120 metri di quota massima dal punto più vicino della superficie;
  • contatto visivo continuo con il drone, senza binocoli né schermi che sostituiscano l'occhio;
  • il rispetto delle zone geografiche UAS: se casa vostra ricade in un'area di sicurezza aeroportuale, dal giardino non si decolla;
  • registrazione dell'operatore, identificativo applicato al drone, assicurazione.

Il Codice civile, dal canto suo, dice una cosa più sottile di quella che si sente ripetere: il proprietario del suolo non possiede una colonna d'aria illimitata e non può opporsi ad attività che si svolgono a un'altezza tale da non arrecargli pregiudizio. Il confine catastale non è un muro invisibile che sale fino a 120 metri, e non lo è nemmeno per il vicino. Il transito alto e in movimento è una cosa; lo stazionamento a otto metri sopra una terrazza altrui è un'altra. Il tema è spiegato per esteso in droni sopra le proprietà private e i vicini di casa.

Chi c'è intorno: la regola che decide tutto

Una persona non coinvolta è chiunque non partecipi al volo e non sia sotto il controllo di chi lo conduce. Il vicino sul balcone è una persona non coinvolta. Il passante che attraversa il prato lo è anche se ha visto il drone e vi ha sorriso. Sono coinvolti soltanto chi sta operando con voi e chi è stato informato dei rischi e ha accettato di partecipare.

Da qui discende tutto:

Situazione del droneDove può stare
Sotto i 250 grammi con marcatura di classe C0Sottocategoria A1: può volare anche vicino a persone non coinvolte, mai su assembramenti
Senza marcatura di classe, sopra i 250 grammiSottocategoria A3: almeno 150 metri da aree residenziali, commerciali, industriali e ricreative, nessuna persona estranea nell'area
Qualunque drone, in ogni casoMai sopra un assembramento di persone

Il caso più frequente in famiglia è il secondo, e va detto con chiarezza: un drone di seconda mano da 700 grammi non si può usare nel giardino di un quartiere residenziale. Non è una questione di prudenza, è la sottocategoria in cui quel mezzo è confinato.

Il parco pubblico, un caso per volta

Non esiste un divieto generale di volare nei parchi, ma esistono tre filtri da attraversare, e vanno attraversati in questo ordine.

Le zone geografiche. La mappa ufficiale delle zone dove il volo è vietato o limitato è quella pubblicata su d-flight. I colori indicano la quota massima consentita; il rosso significa che in categoria Open non si vola. Le aree vicino agli aeroporti, alcune aree protette e certe zone urbane compaiono lì.

Le ordinanze locali. Molti comuni disciplinano il volo nei parchi cittadini con proprie ordinanze, e in occasione di eventi le disposizioni di pubblica sicurezza possono vietarlo del tutto. Il regolamento aeronautico non le sostituisce.

Le persone presenti. Un parco alle sette di sera in maggio e lo stesso parco alle otto di una domenica mattina sono due luoghi diversi. Il secondo è quello in cui si vola.

Un elenco ragionato dei luoghi tipici e delle risposte che meritano è in dove si può volare, luogo per luogo.

Cani, bambini e palloni: il fattore che non sta nei regolamenti

Le regole scritte gestiscono le persone. La realtà di un prato la domenica pomeriggio comprende un cane che insegue tutto quello che ronza, un bambino di quattro anni che corre verso il rumore e un pallone che arriva dalla parte sbagliata.

Tre abitudini risolvono quasi tutto.

Non si vola mai sopra la propria testa né sopra quella di chi è con voi. È l'errore che causa le lesioni più frequenti: le eliche in rotazione tagliano.

Si atterra quando arriva qualcuno, senza discutere. Non si spiega, non si negozia, si scende. Poi si parla.

Si sceglie in anticipo dove far cadere il drone. Prima di decollare, individuate due punti liberi in cui il mezzo potrebbe finire senza colpire nessuno. Se non ce ne sono, quello non è il posto.

I cinque minuti prima di decollare

Batteria carica sul drone e sul radiocomando, eliche integre e ben serrate, zona verificata su d-flight, punto di decollo pulito e su terreno naturale, punto di rientro registrato correttamente, quota di rientro automatico più alta dell'ostacolo più alto della zona. Poi un hovering di prova a due metri per una quindicina di secondi, ad ascoltare il suono dei motori.

Sembra molto: la prima volta richiede dieci minuti, dalla terza in poi due. La versione completa, con anche la parte del dopo volo, è la checklist da fare prima del decollo; le limitazioni dello spazio aereo sono descritte nella pagina di ENAC dedicata ai voli con droni.

Domande che tornano spesso

Posso far volare il drone nel mio giardino?

Il fatto che il terreno sia tuo non cambia le regole aeronautiche: valgono la sottocategoria del drone, i 120 metri di quota, il contatto visivo e le zone geografiche. In un quartiere residenziale il vincolo vero sono i vicini, che sono persone non coinvolte.

Un parco pubblico è un posto adatto?

Dipende dal parco e dal momento. Serve verificare le zone geografiche su d-flight e le eventuali ordinanze comunali, e poi scegliere un'ora e un punto in cui non ci siano persone estranee nell'area di volo.