Per i genitori
Il primo drone per un ragazzo (senza rovinare la festa)
La domanda che arriva prima di Natale è sempre la stessa: quale drone prendere a un ragazzo di quattordici anni. La risposta utile non parte dalla camera né dal prezzo, ma da due numeri e da una parola. I numeri sono 250 grammi e 120 metri; la parola è giocattolo, che nel linguaggio delle regole significa una cosa molto precisa.
Giocattolo o aeromobile: la differenza che decide tutto
Ai sensi delle regole europee, un drone-giocattolo è un prodotto progettato e marcato per l'uso da parte dei bambini secondo la direttiva 2009/48/CE. Un drone che non rientra in quella definizione è un aeromobile, per quanto piccolo sia e per quanto poco sia costato.
La differenza pesa: i veri giocattoli sono fuori dall'obbligo di registrazione e dall'obbligo assicurativo, tutti gli altri no. E il confine non lo decide la vetrina in cui il drone è esposto. Guarda la scatola e il manuale: se compare l'indicazione "+14 anni", la direttiva sui giocattoli quasi certamente non si applica.
La soglia dei 250 grammi, e perché non è un capriccio
Sotto i 250 grammi l'energia in gioco in caso di impatto è considerata abbastanza bassa da giustificare requisiti più leggeri. Un drone di classe C0, cioè sotto quel peso, vola nella sottocategoria A1: la più permissiva, quella in cui è consentito volare anche nelle vicinanze di persone non coinvolte.
Sopra i 250 grammi il quadro cambia in fretta, e in un modo che quasi nessuno si aspetta al momento dell'acquisto. Un drone senza marcatura di classe - cioè quasi tutti quelli comprati prima del 2024, compresi quelli di seconda mano - se supera i 250 grammi può volare solo in sottocategoria A3: lontano dalle persone non coinvolte e ad almeno 150 metri da aree residenziali, commerciali, industriali e ricreative. In pratica, fuori dal paese. Un regalo del genere non si può usare nel giardino di casa.
C'è una regola che vale sempre, in ogni classe e con qualunque peso: non si sorvolano mai gli assembramenti di persone. Vale anche per il drone da 200 grammi.
Che cosa guardare prima di comprare
- Il peso dichiarato al decollo, non il peso "a vuoto".
- La classe C marcata sul drone, se c'è: è un'informazione normativa, non commerciale, e non si deduce per somiglianza con un altro modello.
- La disponibilità di eliche di ricambio. Sono la parte che si rompe per prima e la manutenzione più trascurata.
- La resistenza al vento dichiarata. Un drone leggerissimo è comodo per le regole e fragile con la brezza: è il compromesso da accettare consapevolmente.
- La possibilità di montare i paraeliche, verificando però l'effetto sul peso.
Un consiglio che vale più di qualunque scheda tecnica: prima del drone, il simulatore. Un'ora di simulatore costa zero e insegna la manovra che manda in crisi tutti i principianti, cioè il volo con il muso rivolto verso il pilota, quando i comandi laterali sembrano invertiti. Sbagliare lì costa un'elica virtuale invece che una riparazione.
I criteri di scelta, budget compreso, sono messi in fila bene in quale drone scegliere per iniziare.
Il giorno dopo il regalo: tre cose da sistemare
Uno. La registrazione come operatore UAS. Si fa su d-flight e riguarda chi possiede e impiega il drone: in famiglia, un adulto. Ne sono esclusi i droni-giocattolo conformi alla direttiva e i droni sotto i 250 grammi privi di sensori capaci di rilevare dati personali - attenzione, quasi tutti i droni con camera hanno quei sensori, quindi l'esclusione riguarda meno modelli di quanto si creda. Dalla registrazione nasce un codice operatore di sedici caratteri che inizia con "ITA": va stampato come QR code e applicato su ogni drone della famiglia. L'abbonamento base per la categoria Open costa 7 euro dal 15 gennaio 2026.
Due. L'assicurazione di responsabilità civile. L'orientamento di ENAC è che serva per qualunque drone e qualunque uso, con l'unica eccezione dei veri giocattoli. La polizza capofamiglia non basta: serve una copertura specifica per droni, che per l'uso ricreativo parte indicativamente da una trentina di euro l'anno.
Tre. L'attestato, se serve. Per un drone sotto i 250 grammi privo di marcatura di classe l'esame non è formalmente richiesto, ma resta consigliato: quaranta domande su spazio aereo, distanze, privacy e sicurezza sono esattamente le cose che a un ragazzo servono per non combinare guai. Il materiale ENAC è gratuito, l'esame costa 31 euro.
I tre errori tipici del primo acquisto
Comprare il modello più leggero per aggirare le regole. Le regole si aggirano male e si imparano bene. Un drone scelto solo per stare sotto una soglia spesso è anche un drone che vola male con vento, e vola male proprio quando il ragazzo è meno esperto.
Comprare di seconda mano senza guardare la marcatura. Un usato del 2021 sopra i 250 grammi è confinato in A3. Legale, ma inutilizzabile vicino a casa.
Sottovalutare le batterie. Si caricano il giorno prima, mai incustodite, mai su un divano o su un tappeto, e un pacco gonfio si ritira senza discussione. Non c'è "ancora un volo".
Domande che tornano spesso
Un drone da cinquanta euro va registrato?
Dipende da due cose, non dal prezzo: se è un giocattolo conforme alla direttiva 2009/48/CE non serve registrarsi; se pesa meno di 250 grammi ed è privo di sensori capaci di rilevare dati personali, nemmeno. In tutti gli altri casi sì, e la registrazione la fa un adulto.
I paraeliche cambiano qualcosa?
Possono cambiare molto se il drone è vicino ai 250 grammi. Il peso che conta è quello al decollo, accessori compresi: un paio di protezioni aftermarket può far superare la soglia e far decadere la classe con cui il drone è stato certificato.