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Per i genitori

Il genitore responsabile: chi risponde se succede qualcosa

Un adulto di spalle osserva un ragazzo che pilota un piccolo drone in giardino

"Responsabile" è una parola che in questo campo ha un significato tecnico, non morale. Il regolamento europeo individua due figure distinte, con compiti diversi, e in una famiglia quasi sempre non coincidono con la stessa persona. Capire chi è chi risolve in anticipo la maggior parte delle domande che arrivano dopo, quando qualcosa è già successo.

Due ruoli, non uno

L'operatore UAS è il soggetto che possiede e impiega il drone. È chi si registra e ottiene il codice operatore, chi applica l'identificativo sul mezzo, chi stipula l'assicurazione, chi risponde dell'organizzazione dell'operazione. Può essere una persona o un'azienda.

Il pilota remoto è chi ha il comando del volo in quel momento. È la figura che deve avere l'età e il titolo richiesti, che decide se decollare e che deve interrompere il volo se le condizioni cambiano.

In una famiglia la divisione naturale è questa: l'adulto è l'operatore, il ragazzo è il pilota - se ha almeno sedici anni e il titolo che serve, oppure sotto la supervisione diretta di chi la competenza ce l'ha. La distinzione, con gli obblighi che discendono da ciascun ruolo, è trattata in operatore UAS e pilota remoto.

I tre adempimenti che spettano all'adulto

La registrazione come operatore. Si fa su d-flight, e ne restano fuori soltanto i droni-giocattolo conformi alla direttiva europea sui giocattoli e i droni sotto i 250 grammi privi di sensori capaci di rilevare dati personali. Dalla registrazione nasce un codice di sedici caratteri che comincia con "ITA": va stampato come QR code e applicato su ogni drone della famiglia, non su uno solo. L'abbonamento base per la categoria Open è passato a 7 euro dal 15 gennaio 2026.

L'assicurazione di responsabilità civile. È l'adempimento che viene saltato più spesso ed è quello che pesa di più. L'articolo 27 del Regolamento ENAC UAS-IT non consente di condurre operazioni con un drone senza una polizza per la responsabilità verso terzi in corso di validità, con i massimali previsti dal regolamento europeo in materia: per i mezzi di questa taglia si parla di 750.000 DSP, cioè diritti speciali di prelievo, che corrispondono a circa 900.000 euro secondo il cambio corrente. L'orientamento di ENAC è che l'obbligo valga per qualunque drone e qualunque uso, anche ricreativo e anche sotto i 250 grammi: l'unica eccezione riguarda i veri giocattoli. Per l'uso ricreativo i costi di mercato partono indicativamente da una trentina di euro l'anno. Che cosa copre davvero una polizza, e le clausole da leggere prima di firmare, sono in massimali, costi e cosa copre l'assicurazione.

La supervisione, quando serve. Non è un adempimento formale ma è la condizione che rende legale il volo di un minore di sedici anni. Chi supervisiona deve avere la competenza richiesta per quel tipo di operazione, stare accanto al ragazzo e mantenere il contatto visivo con il drone.

Se succede qualcosa: l'ordine giusto delle cose

L'istinto dice di correre a recuperare il drone. È esattamente la cosa da fare per ultima.

  1. Metti in sicurezza l'area. Se il mezzo è caduto vicino a una strada o a delle persone, la priorità è evitare un secondo incidente. Una batteria danneggiata può incendiarsi anche diversi minuti dopo l'impatto.
  2. Presta soccorso, se serve. Viene prima di ogni altra considerazione.
  3. Documenta prima di toccare. Fotografa il drone dov'è caduto, il contesto e gli eventuali danni. Sono le sole prove che avrai.
  4. Prendi i contatti dei presenti. Testimoni, proprietario del bene danneggiato, eventuali veicoli coinvolti.
  5. Conserva i dati di volo. Non riavviare il drone, non cancellare la sessione, non rifare il volo: i log del controllore di volo sono la ricostruzione più affidabile dell'accaduto.
  6. Solo adesso recupera il mezzo.

Poi vengono le comunicazioni. Quella all'assicurazione ha termini contrattuali brevi, spesso di poche decine di ore: superarli può far decadere la garanzia anche per un sinistro pienamente coperto. La segnalazione all'autorità aeronautica segue un percorso indipendente, con presupposti e termini propri che vanno verificati sulla piattaforma di segnalazione in base al tipo di evento. La linea che separa l'inconveniente da segnalare da quello che basta annotare passa dal coinvolgimento di terzi: finché il danno riguarda solo il vostro drone, siete da una parte; quando c'è una persona ferita o una cosa altrui danneggiata, dall'altra. Il percorso completo è descritto in quando e come si segnala un incidente.

Che cosa significa, in una riga

Essere il genitore responsabile non vuol dire saper pilotare meglio del figlio - probabilmente non sarà così a lungo. Vuol dire aver sistemato prima le tre cose che il figlio non può sistemare da solo: la registrazione, la polizza e la presenza accanto a lui finché la legge la richiede. Il testo nazionale che contiene l'obbligo assicurativo e gli altri doveri dell'operatore è il Regolamento UAS-IT pubblicato da ENAC.

Questa pagina fornisce informazione generale e non costituisce consulenza legale.

Domande che tornano spesso

La mia polizza capofamiglia copre il drone?

Di regola no. Una polizza di responsabilità civile generica non soddisfa il requisito assicurativo aeronautico: serve una copertura specifica per droni, con i massimali previsti dalla normativa europea.

Se il drone lo pilota mio figlio, chi risponde?

Le figure sono due. L'operatore UAS è chi possiede e impiega il drone e si registra, in famiglia tipicamente un adulto. Il pilota remoto è chi ha il comando del volo. Sotto i sedici anni il minore vola sotto la supervisione diretta di chi ha la competenza richiesta, e la responsabilità del volo resta di chi supervisiona.